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Sung Jin, dopo aver vissuto in Italia ha deciso di tornare in Corea del Sud e condividere il suo amore per il caffè


Sung Jin mi attende nel suo negozio dove vende caffè italiano nell’area di Gangnam con un delizioso espresso da assaggiare, era da un pò che non ne bevevo uno!

“Sono nato a Seoul 28 anni fa e quando ne avevo 8 mi sono trasferito con tutta la famiglia in Italia, a Como. Qui era dove avevamo i nostri fornitori di prodotti italiani che a quei tempi esportavamo in Corea del Sud.

Vivere in un nuovo paese all’inizio non è stato molto facile per me, la differenza culturale era piuttosto grande e mi mancava molto la Corea del Sud, ma poi ho iniziato ad apprezzare sempre di più la mia nuova casa fino ad innamorarmene profondamente.

Ho frequentato le scuole elementari lì e ho poi continuato con le medie e superiori in un istituto internazionale in Svizzera, non ci mettevo molto da casa mia, che si trovava vicina al confine. Sono cresciuto in un paesino dove non c’era una comunità coreana, ero l’unico asiatico fra i miei amici. Questo è stato un bene perché mi ha spinto a socializzare con le persone nate in Italia apprendendone la loro cultura e il loro stile di vita, i miei amici erano per lo più gente del posto.” Ho notato, viaggiando e vivendo in diversi paesi, che spesso le persone che risiedono e lavorano all’estero tendono a stare tra gente della loro stessa nazione, sia per ragioni culturali che pratiche. Capita che i gruppi si chiudano in sé stessi, tra di loro e non vengono in contatto, se non in minima parte, con la popolazione locale e i loro usi e costumi. Un’occasione per farsi influenzare positivamente dalla nazione che ci ospita che viene sprecata. Fortunatamente Sung Jin è riuscito a evitare questo ostacolo.

“Ho poi continuato gli studi a Londra e Madrid, dove mi sono laureato in copywriting. Ho finito allo IED con un master in Brand Management and Communication in Italia, qui ho anche dovuto studiare di nuovo la lingua Italiana perché stando all’estero me l’ero un pò dimenticata…!

Ma di certo non mi ero dimenticato la mia passione per la penisola del Mediterraneo, con i suoi bellissimi luoghi da esplorare e dove poter viaggiare, il delizioso cibo che mi ha incantato, l’ottimo vino, gli eleganti e bei vestiti e la gente che mi è sempre piaciuta molto. L’unico problema è la benzina troppo cara…” Ride ricordandosi di quanto il prezzo del carburante sia di gran lunga più costoso che qui in Corea del Sud. “Mi sono divertito molto stando con i miei amici in Italia, che ora mi mancano molto. Andavamo a mangiare e bere del buon vino o a gustare un aperitivo, spesso ci recavamo tutti assieme per qualche giorno in qualche bel posto al lago o al mare. Cosa che qua è più complicata in quanto la gente non ha molto tempo perché tutti molto impegnati nel proprio lavoro. Inoltre pochi conoscono e apprezzano appieno il vino, come capitava quando ero con i miei amici italiani.” 

“Mi manca l’Italia, ma non le sue tasse esagerate e le multe” Mi racconta ridendo. “Sono tornato a Seoul da circa un anno e, per ora, voglio rimanere qui concentrandomi nello sviluppare il mio nuovo negozio: il Capsule Outlet. Voglio che sempre più clienti coreani possano gradire il delizioso caffè italiano che proponiamo. 

Lavoro qui con mio fratello, che ha avuto l’idea di distribuire questo prodotto. A volte nostra madre ci dà una mano, in quanto siamo aperti tutti i giorni della settimana.
Gli articoli che abbiamo in negozio sono tutti di produzione artigianale e di ottima qualità, provenienti da diverse torrefazioni sparse per tutta Italia. Il caffè è in capsule che vendiamo a prezzi ragionevoli, soprattutto rapportato a quanto costa un caffè qui in Sud Corea.” I prezzi di un caffè sono elevati qui nella penisola coreana, si parla di almeno il doppio (se non molto di più) rispetto a quello che si potrebbe pagare in Italia o in altri paesi e spesso la qualità che si trova nei prodotti delle grandi catene multinazionali di caffetterie, sparse ovunque e dove la maggior parte della gente di solito consuma caffè, non è paragonabile a quello del prodotto artigianale migliore venduto altrove.

“Sono contento, la gente inizia ad apprezzare il nostro caffè espresso. Le capsule rappresentano un’ottima soluzione per quel che riguarda qualità e soprattutto il costo. I miei clienti spesso rimangono sorpresi una volta notato quanto i nostri articoli siano economici, non se l’aspettano e sono contenti di risparmiare, cosa che li induce a comprare di più. Ma questo secondo me è “il vero prezzo del caffè” ossia quanto debba essere pagato. Qualcuno non è del tutto sicuro che il prodotto possa essere buono perchè qui in Corea del Sud spesso pensiamo che una cosa più è cara e più è buona…se è troppo economico la gente non si fida molto e storce il naso.” La cultura coreana può risultare piuttosto rigida e chiusa nei suoi schemi e convinzioni. “Ma una volta assaggiato il nostro caffè artigianale i clienti tornano per comprarlo di nuovo e spesso portano i loro amici nel negozio, hanno fortunatamente capito che la qualità è ottima! Il nostro caffè è incapsulato quando la polvere è ancora calda, questo tipo di produzione permette di mantenere tutta la freschezza e l’aroma, non sono caffè di grandi multinazionali ma arrivano da piccole aziende d’imprenditori italiani di alta qualità.”

Sung Jin è innamorato del gusto di un buon caffè espresso ma anche delle raffinatezze che ha gustato assaggiando ottimi cibi all’estero, soprattutto in Italia e Spagna. Probabilmente quello che gli interessa di più è la qualità, che cerca di mantenere intatta e fedele all’originale. “Mi sono sempre interessato di gusti genuini, vorrei ricreare i sapori autentici e originali dei cibi che ho assaggiato e amato altrove, soprattutto nei ristoranti in Italia e Spagna. Sono affascinato dalla gastronomia creativa molecolare, infatti un altro progetto che stiamo portando avanti con la mia famiglia è l’apertura di un ristorante di cucina creativa, innovativo e unico nel suo genere qui a Seoul, avremo fra le pentole un importante e rinomato cuoco spagnolo da Toledo. Un’esperienza che voglio portare qui in Corea del Sud, e che mi interessa farla provare ai miei connazionali nella sua versione più autentica.”


“A breve inizieremo anche a vendere le macchinette prodotte in italia per fare il caffè in capsule per così poterselo gustare comodamente in casa o in ufficio senza dovere sempre uscire e andare in una caffetteria. 

Questo è un business che abbiamo appena avviato, abbiamo aperto la scorsa estate, giusto qualche mese fa. Stiamo continuando a imparare a come gestire e migliorare il negozio e ad avere nuove idee e strategie su come promuovere il prodotto italiano in Corea del Sud. Voglio condividere con i miei connazionali coreani la mia passione, fare apprezzare e soprattutto fare capire appieno cosa sia il vero sapore del caffè italiano, ma anche fare conoscere quali siano i veri prezzi del prodotto, in quanto spesso qui, nel mio paese, lo strapaghiamo. 

Il mio sogno è di riempire le case e gli uffici di tutta la Corea del Sud di vero espresso italiano! Credo molto in questo progetto e in questo sogno e a poco a poco la gente sta iniziando ad apprezzare il vero gusto dell’espresso italiano. Vorrei anche organizzare un festival del caffè qui a Seoul.” Scherzosamente Sung Jin aggiunge “Dobbiamo convertire chi ama il caffè americano e lo starbucks. È un gran lavoro!”


Capsule Outlet, il negozio di Sung Jin, si trova in Gangnam a Seoul.

Qui il suo sito web: 캡슐아울렛.com

Seguilo su Instagram: @capsuleoutlet


Luca Sartor

Esploratore indipendente, innamorato dei paesi e delle culture asiatiche. In viaggio da sempre, vivo da anni nel continente asiatico. Seguitemi su INSTAGRAM @lucadeluchis